Scopri le cause dell’acufene e come agire

Ciao sono Antonio Sacchiero e ti do il benvenuto in questo articolo, nel quale voglio parlarti di come trattare efficaciemente il problema degli acufeni.

Dal punto di vista medico l’acufene è il rumore più o meno intenso che viene percepito in una o entrambe le orecchie sotto forma di ronzio, crepitio o fischio, il tutto in mancanza di stimoli sonori esterni sufficientemente forti da arrivare a infastidire un soggetto in maniera pesante. Si tratta di un disturbo detto anche ronzio auricolare o tinnito o tinnitus, capace di influire negativamente sulla qualità della vita delle persone che ne soffrono.

Acufene

Stimoli sonori

Cura

Rimedi Naturali

Questi pazienti si trovano quotidianamente ad affrontare una situazione clinica di disagio continuo e che influenza anche la stabilità nervosa, il livello di concentrazione e di conseguenza anche l’umore. L’incidenza è particolarmente alta tra soggetti di età superiore ai 40 anni, anche se non è indifferente il tasso di diffusione tra persone di fascia più giovane.

Le cause degli acufeni possono essere diverse e fino ad ora la comunità medica non è riuscita a individuarle in maniera definitiva, dal momento che si tratta di un disturbo che coinvolge diversi apparati del corpo umano.

Vediamo com’è possibile individuare alcune condizioni che causano l’insorgenza di fenomeni di acufene.

  • Esposizione a rumori forti e persistenti: l’esposizione dell’apparato uditivo a situazioni di eccessivo rumore acustico può causare l’insorgenza del fischio all’orecchio. In questa casistica rientra per esempio l’utilizzo di lettori mp3 con le famose “cuffiette” in maniera continuativa e a volume massimo, abitudine che è causa di danni di non indifferente entità all’efficienza uditiva, purtroppo quasi sempre irreversibili .

I lettori Mp3 con l'utilizzo delle cuffiette può causare l'acufeneimmagine di esempio utilizzo di cuffiette

  • Traumi fisici alla testa: subire traumi fisici importanti alla testa – per esempio durante incidenti d’auto – può portare a soffrire di acufeni, dal momento che questa parte del corpo è notoriamente nodale nella definizione dell’efficienza degli impulsi neurologici.
  • Stress e depressione: molti soggetti che soffrono di acufene hanno anche problemi di natura psicologica, come per esempio stress e depressione. Quest’ultimo fattore causale è ancora meno definito degli altri e si può solo affermare che il fischio all’orecchio, come già ricordato, rappresenti un fattore invalidante per quanto riguarda la conduzione di una vita sana anche dal punto di vista relazionale.
  • Farmaci ototossici: alcuni farmaci possono influenzare in maniera molto importante l’efficienza dei processi uditivi, fino a portare il soggetto a soffrire di fischi persistenti all’orecchio. Alcuni dei farmaci che possono causare danni strutturali all’orecchio interno sono antibiotici come Neomicina e Gentamicina, oppure presidi chemioterapici come il Cisplatino e la Vinblastina.
  • Accumulo di cerume nel condotto uditivo. Questo processo naturale, se attivo a livelli eccessivi, può infatti causare fenomeni di natura ostruttiva.
  • Malattie cardiovascolari e una pressione arteriosa alta possono favorire l’insorgenza dell’acufene.
  • Patologie tumorali inerenti i nervi acustici o facciali.
  • Traumi a livello temporo-mandibolare (questa regione articolare è molto vicina all’orecchio e influisce tantissimo sulla sua funzionalità).
  • Una non corretta disposizione dei denti (vedi dentosofia), anche dei denti del giudizio.
  • Le ossessioni. Di solito sono generate dai fastidi creati da persone che parlano senza fermarsi o da suoni che si ripetono incessantemente, o da vicini di casa rumorosi, o da autostrade, aeroporti, stazioni dei treni, etc.

Quali sono gli stimoli sonori che infastidiscono i soggetti sofferenti di acufeni?

Generalmente è possibile distinguere diverse contingenze, che vanno dal rumore arterioso pulsante al rumore soggettivo. Nel primo caso è facile individuare la causa clinica in un contesto di scompensi a livello arterioso, mentre nella situazione di rumore venoso pulsante le cause possono essere dei fenomeni di trombosi.

Gli altri tipi di rumore che vengono uditi dai soggetti che soffrono di acufene sono il rumore soggettivo e il rumore soggettivo non vascolare , situazioni che hanno cause riconducibili all’ambito neurologico.

Un’altra questione fondamentale dal punto di vista medico quando si affronta il disturbo del ronzio all’orecchio è quella dell’ereditarietà, nodo fondamentale da considerare soprattutto alla luce delle conseguenze globali di questa situazione clinica.

La comunità scientifica non ha ancora individuato in maniera definitiva il gene responsabile del disturbo di ronzio auricolare, ma è riuscita a isolare quelli legati a disfunzioni uditive importanti come il neurinoma acustico, il che può rappresentare un punto di partenza importante dal momento che gli acufeni risultano comunque dei sintomi di queste condizioni.

L’acufene è un fenomeno medico chiaramente molto complesso, che deve essere affrontato tenendo conto di diversi aspetti della vita del soggetto che ne soffre. Come è chiaro dal brevissimo elenco appena presentato, si tratta di un problema che non può e non deve essere osservato con un’ottica monodisciplinare.

I rumori uditi da soggetti che soffrono di acufene possono portare all'ansia cronicaimmagine di esempio ipoacusia improvvisa

Il ronzio alle orecchie costituisce infatti nella maggior parte dei casi un sintomo di patologie di diversa natura, non sempre correlate all’apparato uditivo. Guarire da questo disturbo è possibile e le soluzioni al proposito sono molto diverse tra loro e coinvolgono diverse specializzazioni mediche.

La medicina mondiale si interroga da anni su quelle che possono essere le soluzioni terapeutiche migliori per far fronte a un disturbo molto diffuso (si calcola che quasi un quarto della popolazione mondiale abbia vissuto almeno una volta nella vita un episodio di acufene).

Le manifestazioni dell’acufene diventano causa di un alto livello di stress – e in alcune situazioni causano veri e propri stati di ansia cronica – quando accadono più di una volta a settimana per un tempo superiore ai 60 minuti. Negli ultimi anni la medicina allopatica ha ricevuto ausili molto importanti dal web e dalla possibilità di confrontare nei forum le proprie esperienze cliniche con quelle di persone che soffrono del medesimo disturbo.

Quando ci si accorge di soffrire di acufene è fondamentale prima di tutto non farsi prendere dal panico e agire tempestivamente, dal momento che il ronzio persistente all’orecchio può accompagnarsi a situazioni anche invalidanti, come per esempio le ipoacusie più o meno acute.

Quali sono le terapie usate oggi per la cura dell’acufene?

L’approccio terapeutico classico dedicato a soggetti che soffrono di acufene prevede diverse soluzioni.

Terapia Laser

La cura più frequente è quella del laser, che interviene a livello del tessuto connettivo, rivitalizzando le cellule danneggiate dal processo d’invecchiamento o da rumori troppo forti.

Neurostimolazione

Un’altra soluzione terapeutica molto utilizzata nel percorso di risoluzione dei fischi all’orecchio è quello della neurostimolazione. Questo approccio viene adottato soprattutto in casi di acufene cronico e prevede, come è evincibile dal nome, la stimolazione sonora delle cellule nervose con l’obiettivo di “riprogrammare” le abitudini ricettive delle orecchie.

Mascheramento

Gli specialisti in otorinolaringoiatria affrontano il problema dei ronzii all’orecchio anche tramite il mascheramento, considerata una delle tecniche terapeutiche più utili nella risoluzione clinica del disturbo. È una terapia in cui lo specialista sottopone il soggetto a stimolazioni sonore provenienti da un ambiente naturale.

Questa tecnica lavora soprattutto sulla piacevolezza del suono esterno: lo stimolo uditivo legato per esempio al movimento delle onde marine oppure al fruscio delle foglie, riesce infatti, con il progredire delle sedute, a rimpiazzare l’influenza dell’acufene, riducendo in maniera considerevole sia la sua effettiva forza, sia il suo ruolo nella vita quotidiana del soggetto (esempio: riduzione degli episodi di stress).

Terapia psicologica

L’acufene è affrontato non solo dagli specialisti in otorinolaringoiatria, ma anche da professionisti specializzati in psicologia. Questo disturbo, come abbiamo già avuto modo di ricordare, influenza in maniera profonda lo stato nervoso del soggetto che ne soffre, condizionandone lo stile di vita generale attraverso particolari manifestazioni comportamentali.

La terapia psicologica avente come obiettivo la cura di acufeni e ipoacusie si focalizza sul decondizionamento del soggetto. A livello meramente pratico è prevista l’interazione del paziente con uno psicologo, che attua un approccio terapeutico di natura comportamentale.

Il soggetto che soffre degli effetti psicologici del ronzio all’orecchio viene quindi introdotto in una dimensione di contenimento degli effetti psicologici stessi, attraverso l’analisi cognitiva degli episodi di stress acuto.

Durante le sedute di psicologia legate alla gestione e alla risoluzione di acufeni è possibile che lo specialista introduca il paziente alla pratica del training autogeno, considerato un ausilio fondamentale nell’avvicinamento a uno stato di rilassamento soddisfacente.

Seduta di psicologia per risolvere il problema dell'acufeneimmagine di esempio training autogeno

Agire d’anticipo in casi di ronzio persistente nell’orecchio e di ipoacusia improvvisa è importante: i pericoli connessi al fatto di sottovalutare questo disturbo sono diversi e sono legati soprattutto alla sfera psicologica. Se non hai idea di come comportarti in questi casi, ti suggerisco di leggere l’articolo dove ti spiego come intervenire in caso di ipoacusia.

Risulta infatti molto alta la corrispondenza tra soggetti che ne soffrono e che risultano contemporaneamente affetti da depressione. Questo effetto rappresenta il risultato della sinergia di vari episodi di stress, come per esempio i disturbi del sonno e le difficoltà nel mantenimento della concentrazione.

Come ridurre il problema acufeni con i rimedi naturali?

Un altro ambito importante nell’universo dei rimedi per l’acufene è quello delle soluzioni naturali. In questo campo rientrano per esempio le terapie che prevedono la somministrazione dosata e controllata di melatonina, oppure l’assunzione di Gingko Biloba.

Anche l’apporto di zinco sotto forma di integratori viene considerato molto vantaggioso nella risoluzione di disturbi di acufenia.  Tra le abitudini alimentari che possono invece influenzare l’insorgenza di acufeni ricordiamo l’assunzione eccessiva abituale di caffeina o di bevande che la contengano in grandi quantità.

Ora presta molta attenzione a quello che sto per dirti riguardo la cura degli acufeni.


Devo dirti che non credo molto nell’efficacia di questi metodi che ti ho elencato, perché cercano di modificare una situazione senza arrivare a stimolare la zona responsabile in modo davvero efficace. Credo invece che si debba usare un sistema, una tecnica più focalizzata sulla parte interessata.

Una tecnica che sia in grado di stimolare davvero e in profondità quella parte dell’udito e del cervello che possono finalmente “decidere” se hanno “bisogno” di continuare a produrre quei suoni così fastidiosi. Poi ti spiegherò perché ho usato questa espressione.

Tra i rimedi naturali che vengono considerati alternativi e che io uso e pratico c’è il mio personale Metodo Connettis™ (questa è stata per me una scoperta epocale in quanto ho trovato come agire con un rimedio naturale sull’acufene e sulla causa di quasi tutti i problemi della nostra salute !).

Da circa 12 anni applico e suggerisco un approccio più fisico per ridimensionare il problema e farlo regredire fino a scomparire: si tratta proprio di un metodo connettivale che si applica direttamente sulla zona del cranio che si trova intorno all’orecchio e persino dentro il padiglione auricolare stesso. È una zona molto sensibile e il trattamento va cominciato delicatamente per diventare sempre più intenso e, se possibile, dovrebbe arrivare fino alla soglia del dolore sopportabile.

Va eseguito almeno un paio di volte la settimana e si può imparare a farlo da soli in pochi minuti. Di solito si comincia ad avvertire sin dal primo trattamento una differenza nelle frequenze avvertite sino a quell’istante. Insistendo ci si accorgerà sempre di più che il suono prodotto inizialmente non sarà più lo stesso e che in poche settimane la situazione cambierà radicalmente .:)

Non posso essere più preciso perché ogni paziente che ho trattato per questo problema ha avuto una reazione diversa, e in tempi diversi, sappi però che tutti hanno avuto un grande beneficio e sollievo. Scopri subito che cosa può fare per te il Metodo Connettis™ per risolvere il tuo problema degli acufeni. Guarda subito il video nella parte alta (o in fondo) di questo sito.

Inoltre ci tengo a suggerirti altre due terapie che non sono molto note, ma che si sono dimostrate di grande efficacia contro gli acufeni e che si possono abbinare alla mia: si tratta del metodo tomatis e della dentosofia.

Terapia Dr.Alfred Tomatis

La prima, inventata dal Dr. Alfred Tomatis, è un metodo che, oltre a cambiare la situazione usando lo stratagemma di far ascoltare la musica di Mozart senza alcune frequenze e ottenendo una reazione da parte del cervello di ricerca delle frequenze mancanti e ottenere un udito e una voce sempre migliori, è in grado di dare una spiegazione logica e sensata su che cosa sia in sostanza l’acufene !

Sappi che il nostro apparato uditivo produce quei suoni a noi così fastidiosi quando non riesce a percepire le frequenze che gli arrivano: allora (l’udito) reagisce con una vibrazione che gli permette di diventare più elastico e percettivo, per riuscire a cogliere quello che non era in grado di sentire o capire o “catalogare”.

È come se tu ti sentissi debole per portare a casa la spesa e ti fermassi in una palestra per sviluppare i tuoi muscoli e diventare più forte per non fare più fatica. Dunque potremmo affermare che non sia del tutto negativo il motivo per cui il nostro orecchio/cervello produca questi suoni così fastidiosi. Basta avere questa informazione per poter radicalmente cambiare la situazione a nostro vantaggio e in relativamente poco tempo.

Dentosofia per sconfiggere l’acufene

La seconda tecnica che suggerisco calorosamente di usare si chiama dentosofia: è una branca dell’ortodonzia non invasiva veramente efficace che influisce tantissimo sulla posizione dei denti e dell’articolazione temporomandibolare, (usando uno strumento simile a un bite morbido o a un paradenti dei pugili) e di conseguenza agisce positivamente sull’acufene.

Nella parte alta di questo sito trovi la video presentazione del mio personale Metodo Connettis™ , grazie al quale potrai trattare il problema dell’acufene in modo completamente naturale ed in totale autonomia.

Ti auguro il meglio.
Ft. Dr. Antonio Sacchiero

PS: se hai trovato utili le informazioni condivise su questo articolo, mi farebbe piacere conoscere la tua opinione. Lasciami un commento qui sotto e/o condividi questo articolo su Facebook.

DISCLAIMER: ti raccomando di consultare il tuo medico di fiducia prima di applicare su te stesso/a le informazioni contenute in questo articolo, in quanto non vanno a sostituire la consulenza medica. Inoltre, non sei assolutamente autorizzato ad esercitare la libera professione applicando il mio metodo Connettis™.