Com’è possibile agire sull’ipotiroidismo congenito?

Ciao da Antonio Sacchiero e benvenuto in questo articolo dove potrai scoprire molte informazioni utili e alcune molto preziose per ridimensionare l’ipotiroidismo congenito in modo naturale, senza rischi e in misura molto efficace !

Ipotiroidismo Congenito

Cause Ipotiroidismo Congenito

Sintomi Ipotiroidismo Congenito

Cura Ipotiroidismo Congenito

L’ipotiroidismo congenito (IC) è una patologia caratterizzata da situazioni di deficit produttivo degli ormoni tiroidei al momento della nascita. Si tratta di una condizione che interessa circa un neonato su 2.000 soggetti e che risulta più frequente nei bimbi di etnia asiatica.

Prima di comprendere le principali caratteristiche di questa malattia ti darò qualche informazione relativa all’importanza della tiroide nella salute umana. La tiroide è una ghiandola molto piccola, con una forma molto simile a quella di una H e un peso che generalmente non supera i 40 grammi. Si trova nella parte anteriore del collo, all’altezza della quinta vertebra cervicale.

Il suo ruolo principale consiste nel processo di secrezione degli ormoni T3 e T4, fondamentali per lo svolgimento di processi vitali come quelli metabolici e cognitivi. Quando l’efficienza produttiva di questi ormoni – controllata dall’ipofisi e dall’ormone TSH (Tireo Stimulating Hormon) – subisce un’anomalia ne risente l’intero fisico, con conseguenze che possono andare dall’aumento consistente del peso fino a difficoltà palesi nella concentrazione.

L’ipotiroidismo congenito è una patologia che deve essere trattata con la giusta tempestività. Nelle prossime pagine ti darò qualche indicazione preliminare per comprenderne le caratteristiche.

Ecco quali sono le principali cause di ipotiroidismo congenito:

Per comprendere le cause di questa patologia è fondamentale ricordare questa distinzione:

  • Cause primitive;
  • Cause secondarie o periferiche;
  • Cause transitorie.

In che cosa si distinguono queste tre situazioni? Nel primo caso è possibile individuare il fattore causale della patologiain un difetto congenito della biosintesi degli ormoni, nel secondo invece l’ipotiroidismo congenito può essere dovuto a un deficit produttivo di TSH o a difetti di trasporto degli ormoni tiroidei al feto.

Bambino appena natoimmagine di esempio bambino appena nato

In questo ambito di fattori causali possono essere annoverate anche sindromi come quella di Allan-Herndon-Dudley e condizioni di resistenza periferica agli ormoni tiroidei. Nel terzo caso, ossia quello transitorio, la condizione può essere legata a un parto prematuro e a una situazione di carenza di iodio endemica al territorio in cui viene al mondo il bimbo (quest’ultima caratteristica è tipica di zone di alta montagna).

Altre cause dell’ipotiroidismo congenito possono essere la totale mancanza della ghiandola (agenesia) o la sua ipoplasia, ossia la dislocazione diversa da quella consueta. Per via della connessione fisica e biologica tra madre e feto è molto difficile che si manifesti nelle primissime settimane di vita.

Risulta raro e altrettanto difficile diagnosticare una forma d’ipotiroidismo congenito nel primo mese del bambino. I sintomi conclamati tendono a comparire dopo il secondo mese di vita e in alcuni casi anche più tardi. Risulta fondamentale riconoscerli in maniera tempestiva, in quanto una terapia iniziata troppo tardi può anche comportare danni cerebrali.

Quali possono essere i sintomi principali della presenza di una condizione d’ ipotiroidismo congenito?

Ecco un elenco di quelli più importanti:

  • Pianto flebile;
  • Fontanella eccessivamente ampia;
  • Ittero prolungato;
  • Stipsi;
  • Difficoltà ad alimentarsi;
  • Tendenza a tollerare male il freddo;
  • Torpore.

Verso il sesto mese di vita del bambino possono presentarsi i sintomi più gravi, ossia ritardi nella crescita lineare. Quando si palesano queste caratteristiche sintomatologiche è fondamentale mettere a punto una terapia tempestiva, in quanto le conseguenze di un ipotiroidismo congenito mal curato possono essere molto gravi.

Come si effettua la diagnosi che identifica l’ipotiroidismo congenito?

La diagnosi può essere effettuata tenendo conto di diversi dati:

  • L’anamnesi familiare;
  • I sintomi che ho elencato nelle righe precedenti;
  • La concentrazione sierica di TSH e T4 in seguito a prelievo ematico;
  • Risultati dell’ecografia tiroidea;
  • Risultati della scansione tiroidea con iodio radioattivo.

In alcuni casi, grazie alla presenza di sofisticati programmi di screening, è possibile effettuare una diagnosi fin dalle prime settimane di vita del bambino. In queste situazioni è fondamentale iniziare la terapia prima del compimento delle quattro settimane di vita, al fine di evitare conseguenze irreparabili sullo sviluppo cerebrale.

Quali sono le conseguenze a lungo termine in caso di ipotiroidismo congenito?

Se non viene curato in maniera tempestiva può portare a delle conseguenze molto gravi nello sviluppo del bambino. Il soggetto affetto da questa patologia può non solo presentare palesi ritardi nella crescita, ma anche problemi a livello cognitivo che possono sfociare in veri e propri fenomeni di cretinismo.

Può essere trattato? La risposta è positiva. Nei casi in cui il trattamento viene effettuato in maniera tempestiva la possibilità di risoluzione è ottima e non è possibile riscontrare nel corso degli anni alcuna palese differenza di performance mentali rispetto a bambini non affetti da ipotiroidismo congenito.

In cosa consiste il trattamento di questa patologia? Prima di tutto nella somministrazione periodica di tiroxina (ormone T4), che normalmente viene assunta per via orale una volta/die. Le quantità variano in base all’età e al peso del soggetto. Risulta opportuno sottoporre il bambino a controlli continui inerenti il livello di crescita e la concentrazione di ormoni tiroidei almeno fino al secondo anno di vita.

Quanti sono i rischi che un soggetto affetto da ipotiroidismo congenito possa trasmettere la patologia ai propri figli? Se la condizione è dovuta a un’anomalia anatomica della tiroide (un caso di agenesia o ipoplasia) le probabilità sono minori, in quanto la condizione deficitaria risulta sporadica.

Qualora alla base sia invece presente un difetto nella sintesi degli ormoni tiroidei, può essere alta la probabilità che la condizione venga trasmessa ai figli, dal momento che di base, in molti casi, rappresenta il risultato di una storia familiare caratterizzata da problemi di ipotiroidismo.

Le aspiranti mamme che si trovano in questa situazione devono mettere a punto un approfondito programma di screening prima di cercare la gravidanza, e un percorso di prevenzione di ulteriori danni alla ghiandola tiroidea attraverso l’adozione di specifici comportamenti alimentari, come per esempio l’integrazione equilibrata di iodio e selenio (per esempio attraverso l’assunzione di lattuga, frutti di mare, fragole ).

La informazione più preziosa che ti posso dare, però è questa : ogni volta che un organo, in particolare la tiroide, non funziona correttamente per un problema o difetto genetico, ricordati che questo fatto dipende da una situazione creata in precedenza e che condizionerà tutta la durata della vita se non vi si pone rimedio : si tratta dello stato infiammatorio cronico !

Questa è la condizione indispensabile per scatenare, anzi risvegliare il difetto genetico previsto dal nostro DNA che abbiamo ereditato dai nostri genitori, nonni e via via su nell’albero genealogico, a seconda di chi ha, a sua volta, risvegliato il difetto genetico ereditato. Questa situazione si verifica ogni volta che noi aumentiamo il nostro stato infiammatorio con un tipo di abitudini alimentari molto infiammatorie.

L’ipotiroidismo congenito è una patologia molto frequente che rende palese più che in altre situazioni l’importanza della tiroide, una ghiandola di dimensioni piccole ma in grado d’influenzare in maniera profonda la salute umana e di avere ripercussioni importanti sul percorso di crescita di un individuo.

Mamma con il suo bambinoimmagine di esempio mamma con bambino

Si può curare e se preso in tempo può non costituire un problema grave per il futuro del piccolo. Basta fare le scelte giuste, cioè nella direzione giusta : con questo intendo senz’altro il cambiare abitudini infiammatorie e dedicarsi a quelle antinfiammatorie.

In questi casi spiego sempre cosa bisogna evitare assolutamente nella pratica quotidiana. Ti anticipo subito che le abitudini infiammatorie sono senz’altro quelle che adotti quasi tutti i giorni ! Prova a pensarci ! Per caso esiste un giorno in cui non ti nutri di pasta, pane, pizza, focaccia, biscotti, fette, grissini, gallette, crocchette, piadine, patate o patatine, carote, cipolle, zucca, barbabietola, miele, zucchero, bevande gassate, succhi di frutta, legumi, alcolici, salumi?

Ah, se pensi di essere tranquillo perché mangi cibi integrali ti devo dare una brutta notizia : non ne mangio più neanch’io da quando ho scoperto che oltre a essere infiammatori sono anche ricchi di lectine. Sono sostanze cancerogene ! Non credere ciecamente a quello che ti dico ! devi verificare ! Controlla !

Puoi leggere un’altra serie di consigli riguardanti il rapporto tra ipotiroidismo e dieta, nell’articolo nell’articolo dove ne espongo cosa è bene oppure dannoso per la tua tiroide (clicca sul link evidenziato).

Arrivati a questo punto voglio introdurti al mio personale Metodo Connettis® come rimedio all’ipertiroidismo congenito.

È un metodo di stimolazione neuro-linfatico-connettivale che può essere imparato per applicarlo in autonomia. Sono sufficienti pochi minuti sia per impararlo che per praticarlo. È un sistema sicuro e innocuo. Non ha praticamente controindicazioni (a parte i tumori) e funziona davvero molto bene!

Sin dalla primo trattamento ci si rende subito conto che qualcosa funziona già meglio : per prima cosa la respirazione, poi la deglutizione, poi la fonazione, cioè si parla meglio. Col tempo ( dipende molto da quanto è radicato il problema e dall’età -più è precoce l’età più è elastico e veloce nella risposta il corpo-) ci si accorgerà che la situazione si è modificata in meglio.

Infatti questo è possibile solo agendo su questi livelli : neurologico, linfatico, connettivale e antinfiammatorio ! Quando si agisce in questa direzione si segue il buon senso, infatti il nostro corpo si accorge subito se stiamo facendo qualche azione che sia utile al buon funzionamento di uno o più organi o addirittura apparati che, poverini, stanno facendo di tutto per farci capire se agiamo bene o contro il nostro buon funzionamento.

Quando ci diciamo : ” ahh, come mi sento bene adesso, o facendo questo o quello” stiamo sperimentando un messaggio di apprezzamento da parte del nostro corpo per quello che abbiamo appena fatto a lui. Ovviamente mi riferisco a pratiche salutari e igieniche di buon senso, e non azioni avventate o scellerate che danno i brividi per esempio!

Comunque il metodo Connettis funziona davvero e ti basterà provarlo per rendertene conto in pochissimo tempo!

Non mi resta che invitarti ad imparare il metodo che uso da tanti anni su tutti i miei pazienti. Puoi vedere il video di presentazione del sistema e come può aiutarti a trattare questo problema nella parte alta di questo sito o in fondo. Ti stupirai della semplicità e dell’efficacia.

Ti auguro il meglio.
Ft. Dr. Antonio Sacchiero

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DISCLAIMER: ti raccomando di consultare il tuo medico di fiducia prima di applicare su te stesso/a le informazioni contenute in questo articolo, in quanto non vanno a sostituire la consulenza medica. Inoltre, non sei assolutamente autorizzato ad esercitare la libera professione applicando il mio metodo Connettis®.