La tiroidite. Classificazione, sintomi e rimedi.

Ciao da Antonio Sacchiero e benvenuto in questo articolo dove troverai delle informazioni importanti sulla tiroidite, come riconoscerne i sintomi e quali rimedi adottare per ridurre l’infiammazione cronica, e in alcuni casi, a farla scomparire.

Tiroide

Sintomi Tiroide

Rimedi Tiroide

Cura Tiroide

Rappresenta una disfunzione della ghiandola tiroide, ed è caratterizzata dalla presenza di uno stato infiammatorio più o meno acuto. La tiroidite in tutte le sue forme è una condizione molto frequente (si tratta della più diffusa forma d’ipotiroidismo spontaneo) e coinvolge circa una persona su dieci a livello mondiale.

Prima di entrare nel vivo della trattazione di questa condizione ti spiegherò brevemente cosa è la tiroide. Si tratta di una ghiandola endocrina situata nella parte anteriore del collo davanti alla laringe e alla trachea, e contraddistinta da una forma che ricorda quella della lettera H e quella di una farfalla. La tiroide è costituita da due lobi di dimensioni simili ma non uguali, separati tra loro da un istmo. Il suo peso, che tende a diminuire con l’avanzare dell’età del soggetto, solitamente non supera i 20 grammi.

Nonostante le sue piccole dimensioni la tiroide svolge un ruolo estremamente importante per la salute umana: produce gli ormoni T3 e T4 (tiroxina e triiodiotironina), che svolgono una funzione molto importante nella definizione di alcuni processi fondamentali per il fisico, come per esempio quelli metabolici.

Esistono diversi disturbi che coinvolgono la tiroide, intaccandone a livelli più o meno profondi l’efficienza funzionale. La tiroidite è una situazione in cui questa importantissima ghiandola viene interessata da processi infiammatori. È una patologia che ha diverse varianti e nelle prossime pagine ti illustrerò le principali, aiutandoti a capire quali sono i sintomi più importanti.

Vediamo insieme le classificazioni principali della tiroidite.

Le diverse forme possono essere classificate secondo questo schema preliminare:

  • Tiroiditi acute;
  • Tiroiditi subacute;
  • Tiroiditi croniche.

Questa prima distinzione è molto importante, in quanto rende possibile inquadrare diversi aspetti che è utile tenere sotto controllo quando si cerca di comprendere la natura di una patologia, ma anche le sue origini. Nel caso della tiroidite acuta è possibile definire in maniera molto semplice la sua origine: nella maggior parte dei casi si tratta di forme che insorgono in seguito a un attacco batterico o parassitario.

Donna con la mano sul collo affetta da tiroiditeimmagine di esempio infezione alla tiroide

Si verificano con frequenza più rara rispetto ad altre varianti e colpiscono indifferentemente dall’età. Nel caso della forma subacuta è possibile distinguere una sottovariante principale, ossia quella che va sotto il nome di De Quervain.

Questa condizione, molto frequente nei soggetti di sesso femminile, è nota anche con il nome di tiroidite granulomatosa, ed è caratterizzata dalla possibilità di una risoluzione spontanea. È causata da un virus che interviene sul sistema immunitario attivandone eccessivamente la risposta.

La ghiandola tiroidea dei soggetti che soffrono di questa forma di patologia è soggetta a fenomeni di dolore prolungato. Per quanto concerne invece l’ultimo punto, la forma di tiroidite cronica più frequente è il morbo di Hashimoto, condizione caratterizzata da una patogenesi autoimmune e da un’infiltrazione dei linfociti nella tiroide.

Il morbo di Hashimoto si distingue anche per una sua tendenza specifica e intensa a evolvere verso l’ipotiroidismo di Hashimoto. La tiroidite cronica è molto frequente tra le donne in gravidanza e nell’anno successivo al parto (può insorgere anche nei due/tre mesi successivi a un aborto).

La sua insorgenza è legata al verificarsi di una remissione della protezione dagli autoanticorpi che si verifica durante la gestazione. Durante la permanenza del feto nel corpo materno, si innesca una naturale protezione dalle risposte autoimmuni, con l’obiettivo di proteggere il nascituro.

Una volta che si è verificato il parto e che questa condizione decade è possibile che si verifichi qualcosa di molto simile a un effetto di rimbalzo. Nella maggior parte dei casi tutto questo è conseguenza di una condizione asintomatica precedente alla gravidanza. Ribadisco a questo proposito l’importanza di un processo preventivo costante e di una cura della salute della ghiandola tiroidea attraverso l’alimentazione.

La condizione di tiroidismo autoimmune nella madre può causare problemi di salute anche gravi al nascituro, come per esempio ritardi mentali.

Altra forma d’infiammazione cronica della ghiandola tiroidea è quella che viene chiamata col nome di Riedel, condizione in cui è presente un aumento di volume del gozzo, che assume una consistenza dura ed esercita una forte pressione su tutti gli organi circostanti.

Dopo questo elenco iniziale riguardante le principali forme di tiroidite mi dedicherò a quello concernente i sintomi. Inquadrare in maniera efficace un problema alla tiroide è molto importante. Troppo spesso si tende a trascurare la salute di questa ghiandola, con spiacevoli conseguenze su tutto l’organismo. Ecco quindi un approfondimento riguardante i principali sintomi della tiroidite, con un focus sulle varie forme.

Dopo aver visto il quadro generale sulla tiroidite scopriamo quali sono i sintomi.

La tiroide lancia al corpo dei segnali molto specifici. Come ho già avuto modo di ricordare, gli ormoni da essa prodotti (T3 e T4) presiedono lo svolgimento di funzioni estremamente importanti per l’organismo, come per esempio i processi metabolici, i processi mnemonici, la regolazione del flusso mestruale.

La tiroidite è una condizione che presenta un gran numero di varianti, con una serie di cause altrettanto consistente. Nonostante questa complessità è possibile individuare un quadro sintomatologico preliminare, in grado di aiutare a capire se effettivamente possono esserci dei problemi a livello di questa importantissima ghiandola.

Tornando a parlare di sintomi della tiroidite, le principali manifestazioni di questa condizione possono essere inquadrate nei seguenti punti:

  • Dolore insistente nella zona del collo dove è localizzata la ghiandola. Questa condizione diventa preoccupante quando si protrae in maniera persistente e quando il dolore è irradiato fino all’orecchio;
  • Febbre alta e generale sensazione di malessere;
  • Faringite (questa condizione può precedere in alcuni casi l’insorgenza chiara di una tiroidite subacuta);
  • Aumento di dimensioni della tiroide al tatto e sua consistenza gommosa;
  • Dimagrimenti improvvisi o consistenti aumenti di peso senza un mutamento importante nelle abitudini alimentari (ho già ricordato che le disfunzioni alla tiroide influiscono sui processi metabolici);
  • Ipersudorazione;
  • Stanchezza cronica;
  • Aumento del flusso mestruale o presenza di più di un ciclo in un solo mese;
  • Insorgenza d’ipotiroidismo;
  • Difficoltà sostanziale nella degluditizione.

Dopo aver elencato i principali sintomi della tiroidite entrerò nel vivo delle manifestazioni delle singole varianti. Il quadro è senza dubbio complesso, e analizzare punto per punto è la soluzione migliore per avere un’idea completa della situazione.

Uomo con infiammazione al collo causata dalla tiroiditeimmagine di esempio dolore alla ghiandola tiroidea

Tiroidite di Hashimoto, i principali sintomi

Il morbo di Hashimoto deve il nome al medico giapponese che per primo l’ha descritta dettagliatamente nel 1912. Come ho già avuto modo di ricordare nelle pagine precedenti, si tratta di una forma di tiroidite autoimmune, caratterizzata da un’infiltrazione dei linfociti (altro nome dei globuli bianchi) nella tiroide.

Il quadro sintomatico che accompagna questa condizione non è sempre semplice da analizzare. Molto spesso la diagnosi viene effettuata con sicurezza solo dopo che la malattia ha fatto il suo corso. Nonostante questa situazione innegabilmente complessa, è possibile distinguere alcuni punti comuni che solitamente vengono evidenziati dai pazienti che soffrono di morbo di Hashimoto:

  • Generale e prolungata sensazione di spossatezza;
  • Pressione alta;
  • Caduta di consistenti quantità di capelli;
  • Difficoltà a mantenere la concentrazione e apprezzabili problemi di memoria;
  • Fenomeni di formicolio notturno localizzato a livello degli arti inferiori e superiori;
  • Diminuzione della libido sia negli uomini sia nelle donne;
  • Anomalie a livello dell’intensità del flusso mestruale e della frequenza del ciclo;
  • Capelli secchi;
  • Aumento di peso;
  • Infiammazioni cutanee di varia natura.

La tiroidite cronica autoimmune è particolare anche per il quadro evolutivo, che può essere diviso in eutiroidismo, ipotiroidismo subclinico e ipotiroidismo conclamato, progressione che si verifica soprattutto in soggetti di sesso maschile. A fronte di una preliminare diagnosi della malattia, è possibile che la condizione sia accompagnata da altre manifestazioni autoimmuni molto comuni:

  • Alopecia;
  • Vitiligine;
  • Oftalmopatia di Graves (condizione che ha come conseguenza principale gli occhi sporgenti) o exoftalmo.

Questo quadro costituisce solo una parte della sintomatologia connessa alla tiroidite di Hashimoto. Per quale motivo è così complesso individuarlo a livello univoco? Perché, come ho già avuto modo di ricordare, stiamo parlando di una forma autoimmune e i suoi sintomi si manifestano quando il corpo invia per definizione risposte immunitarie anomale, quindi dirette verso l’organismo stesso.


Proprio in luce di quanto ho appena ricordato è fondamentale prendere i primi provvedimenti qualora sintomi come quelli elencati nelle righe precedenti si presentino assieme. Quali sono invece i fattori di rischio principali?

  • Il sesso femminile: Per via dell’intensa attività ormonale le donne risultano maggiormente soggette al rischio d’insorgenza di questo fastidioso disturbo;
  • Gravidanza: come ho appena avuto modo di ricordare, lo stato di gravidanza rappresenta uno dei principali fattori di rischio d’insorgenza della tiroidite;
  • Radiazioni: l’esposizione a radiazioni può rappresentare un fattore di rischio molto importante per l’insorgenza di patologie legate alla tiroide;
  • Anomalie ipofisarie: l’efficienza dei processi funzionali dell’ipofisi (una ghiandola situata alla base del cranio) è fondamentale per la salute della tiroide, la cui efficienza vi è direttamente collegata assieme a quella di tutte le ghiandole endocrine del corpo attraverso il processo di secrezione dell’ormone TSH.

Dopo aver elencato i sintomi ed essere entrato nel dettaglio della loro insorgenza non mi resta che trattare l’argomento dei rimedi.

Vediamo quali sono i possibili rimedi per la tiroidite.

L’eziologia di questa patologia è caratterizzata da un quadro estremamente complesso. Ci sono soggetti predisposti geneticamente, ma anche pazienti che aiutano l’insorgenza di questa condizione attraverso un’alimentazione poco indicata per il mantenimento di uno stato di salute di questa importantissima ghiandola.

A questo proposito penso che parlare di rimedi naturali sia particolarmente indicato, dal momento che rappresentano delle soluzioni in grado di venire in aiuto prima di tutto a livello preventivo.

Alimentazione

L’alimentazione è considerabile tra i principali rimedi naturali per risolvere i problemi di tiroide. Così come di solito può essere la responsabile della sua insorgenza. La sua importanza è valida anche come rimedio per la tiroidite di Hashimoto.

Quali sono i consigli migliori per curare questa condizione? Ai miei pazienti tendo a suggerire una dieta che operi con effetti disinfiammanti. Nello specifico spesso consiglio di assumere i seguenti cibi:

  • Pesce ricco di omega 3;
  • Zenzero;
  • Olio extra vergine di oliva crudo;
  • Evitare i cereali, anche se integrali.

L’alimentazione modificata con l’obiettivo di rappresentare un rimedio per la tiroidite di Hashimoto deve anche concentrarsi sulla diminuzione drastica dell’assunzione di zuccheri (so perfettamente che è molto difficile, quindi suggerisco di procedere per gradi e di iniziare per esempio togliendo lo zucchero dal caffè e cessando totalmente l’assunzione di bibite gassate come la Coca Cola, per esempio).

Tazza di caffè con lo zucchero da eliminare per la tiroiditeimmagine di esempio diminuire lo zucchero

Questi suggerimenti possono essere ovviamente molto utili anche a livello preventivo.

Rimando alle pagine precedenti per la questione della complessità del quadro sintomatologico della tiroidite di Hashimoto e ricordo che, siccome il suo riconoscimento è molto difficile, risulta particolarmente importante lavorare di prevenzione, dal momento che gli effetti del morbo di Hashimoto non curato possono essere molto difficili da gestire (in certi casi è necessario assumere ormoni sostitutivi a vita).

Il morbo di Hashimoto è una forma molto frequente ma non è certamente l’unica. Ecco un piccolo elenco di rimedi utili contro le altre varietà di tiroidite.

Rimedi per la tirodite acuta

La forma acuta è caratterizzata dall’insorgenza di un attacco batterico o virale, quindi il principale rimedio a livello non preventivo è l’utilizzo di antibiotici in grado di debellare il processo infettivo.

Rimedi per la tiroidite subacuta

La tiroidite subacuta è caratterizzata da un’alta frequenza di recessione spontanea. Nonostante questo importante particolare è possibile comunque individuare una gamma di rimedi atti a risolvere il problema alla radice. Tra le più frequenti soluzioni naturali utili contro la forma subacuta è possibile individuare l’omeopatia. Tra le alternative specifiche più consigliate contro questa forma ricordo la thuja occidentalis, la silicea e il phosphorus.

Ripercorriamo i principali punti in modo da fissare le idee:

  • La tiroidite è definibile come un processo infiammatorio a carico della tiroide, che coinvolge la sua efficienza funzionale e quindi la produzione di ormoni T3 e T4;
  • Può avere origini molto diverse. Può presentarsi in seguito a un attacco batterico ma anche in forma autoimmune. Il più frequente di questi casi è il morbo di Hashimoto, noto più semplicemente come tiroidite autoimmune cronica;
  • Per curare questa patologia o per contenerne gli effetti – quando le cause non sono di natura virale o batterica – l’alimentazione può rappresentare un validissimo rimedio, soprattutto se si controlla la quantità di iodio, un minerale fondamentale per la produzione e la sintesi degli ormoni T3 e T4.

Un altro rimedio per la tiroidite è la tiroide secca, una tiroide essiccata di maiale in compresse, utilizzata fino agli anni 70 del secolo scorso e sostituita dalla tiroxina (T4) sintetica. È venduta sotto ricetta medica e non è acquistabile in Italia ma solo in Svizzera, San Marino e in Vaticano.

Le cure naturali per la tiroidite rappresentano l’opzione che suggerisco con maggior frequenza ai miei pazienti, dal momento che sono fisicamente poco invasive e possono essere applicate a lungo termine.

Adesso voglio introdurti al mio rimedio personale per la tiroidite che è il Metodo Connettis® .

Personalmente uso e insegno un metodo di autotrattamento per la tiroidite che considero, grazie ai numerosi risultati positivi eclatanti, il più efficace che io conosca. Si tratta di un metodo di stimolazione connettivale cui ho dato il nome Connettis.

Questo è l’insieme di tutte le conoscenze che, nel corso dei miei 35 anni di esperienza professionale, ho potuto studiare, capire, verificare e praticare quotidianamente. In pratica è una stimolazione dell’organo in questione tramite il sistema linfatico, connettivale e neurologico.

Ognuno di questi tre sistemi è coinvolto nella patologia di questo come di ogni altro,organo e tessuto del nostro corpo. Stimolando correttamente la zona giusta nel modo giusto ne consegue che diventa molto più facile riuscire a modificarne la situazione/condizione. Così facendo la loro funzione comincia ad essere ripristinata sin dalla prima applicazione.

L’autotrattamento che ti insegnerò richiede pochissimi minuti per essere imparato e applicato. Basterà ripeterlo qualche volta alla settimana e in poco tempo potrai scoprire quanto funziona meglio la tua tiroide perché non sarà più così infiammata e se ascolterai i consigli che ti suggerirò non si infiammerà più !

Sono davvero molti i miei pazienti che ormai non soffrono più di tiroidite e spero che anche tu possa essere uno di quelli. Non mi resta che invitarti ad imparare tu stesso il metodo che uso da tanti anni su tutti i miei pazienti.

Puoi vedere il video di presentazione del sistema e come può aiutarti a trattare questo problema nella parte alta di questo sito o in fondo. Ti stupirai della semplicità e dell’efficacia.

Ti auguro il meglio.
Ft. Dr. Antonio Sacchiero

PS: se hai trovato utili le informazioni condivise su questo articolo, mi farebbe piacere conoscere la tua opinione. Lasciami un commento qui sotto e/o condividi questo articolo su Facebook.

DISCLAIMER: ti raccomando di consultare il tuo medico di fiducia prima di applicare su te stesso/a le informazioni contenute in questo articolo, in quanto non vanno a sostituire la consulenza medica. Inoltre, non sei assolutamente autorizzato ad esercitare la libera professione applicando il mio metodo Connettis®.